LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS: LA METODOLOGIA ISPESL/HSE

Introduzione

Questa metodologia di valutazione del rischio stress lavoro correlato è stata elaborata dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) sulla base del modello “Management Standards” approntato dall’Health and Safety Executive (HSE), il cui strumento “Indicator tool” è stato validato nel Regno Unito e nella Repubblica d’Irlanda su più di 26000 lavoratori.

Essa risponde alle indicazioni metodologiche della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro di cui all’art. 6 del D. Lgs n. 81/2008 (Comunicato del Ministero del Lavoro in G.U. n. 304 del 30/12/2010).

La versione italiana dello strumento “Indicator Tool” (“questionario-strumento indicatore”) è stata validata attraverso un processo che ha coinvolto più di 75 aziende afferenti a diversi settori produttivi e più di 6300 lavoratori. Tale percorso è stato contestualizzato al Decreto Legislativo 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni e raccordato con le esperienze del “Coordinamento Tecnico Interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro” e del “Network Nazionale per la Prevenzione Disagio Psicosociale nei luoghi di lavoro”, allo scopo di elaborare e proporre all’utenza un “metodo unico integrato” che valorizzasse i punti di forza delle tre esperienze metodologiche adattate, comunque, al percorso logico dei Management Standards dell’HSE (INAIL. Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato. Ed. 2011).

Dal punto di vista operativo, questo strumento presenta diversi punti di forza rispetto ad altri strumenti analoghi:

  • facilità di somministrazione, con garanzia di anonimato
  • efficace utilizzo in tutte le aziende con 10 o più lavoratori
  • possibilità di ottenere chiari risultati sulla percezione rispetto alle sei dimensioni dei Management Standards (1. domanda, 2. controllo, 3. supporto, 4. relazioni, 5. ruolo, 6. cambiamento), utili alla caratterizzazione degli indicatori di contesto e di contenuto ed alle successive eventuali misure correttive/di miglioramento grazie alla validazione su oltre 26000 lavoratori nel Regno Unito e oltre 6300 in Italia.

Il percorso di valutazione del rischio

Il percorso di valutazione si articola nelle seguenti fasi:

  1. programmazione del percorso di analisi e valutazione del fattore stress lavoro-correlato, con il coinvolgimento di tutti gli attori della prevenzione aziendale
  2. informazione sul tema dello stress lavoro-correlato rivolta a tutti i lavoratori e lavoratrici, secondo i contenuti dell’Accordo Interconfederale del 09/06/2008.
  3. valutazione preliminare degli “indicatori di rischio da stress lavoro-correlato oggettivi e verificabili ed ove possibile numericamente apprezzabili”
  4. valutazione approfondita relativa alla “percezione soggettiva dei lavoratori sulle famiglie di fattori/indicatori” già oggetto di valutazione nella fase preliminare.
  5. individuazione del livello di rischio per specifiche dimensioni organizzative/indicatori
  6. individuazione dei possibili interventi correttivi e/o preventivi per indicatore/dimensione organizzativa

La valutazione va aggiornata e/o modificata a seguito delle necessità scaturite da:

  • monitoraggio
  • azioni correttive e/o preventive
  • comunicazione da parte dei dipendenti
  • nuovi rischi individuati dall’RSPP nel corso dei sopralluoghi
  • nuove attività progettate
  • utilizzo di nuove attrezzature

La valutazione preliminare

La valutazione preliminare consiste nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili appartenenti a tre distinte famiglie:

  • Eventi sentinella
  • Fattori di contenuto del lavoro
  • Fattori di contesto del lavoro

All’interno di ciascuna di queste tre aree vengono presi in esami specifici indicatori, secondo il seguente schema:

Inail 1

(tratto da: INAIL. Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato. Ed. 2011).

Gli eventi sentinella sono dei potenziali ‘sintomi’ di possibili disfunzioni e/o incongruenze di tipo organizzativo e vengono valutati in base al loro andamento rispetto agli ultimi tre anni.

Gli indicatori del ‘contenuto lavorativo’  sono elementi caratteristici del tipo di lavoro svolto e del modo in cui tale lavoro viene organizzato dall’azienda.

Gli indicatori del ‘contesto lavorativo’  consentono di indagare come i lavoratori si rapportano con l’organizzazione aziendale, e che modalità di gestione di tali rapporti l’Azienda stessa si è data.

Per la valutazione dei fattori di contenuto e di contesto occorre è obbligo del datore di lavoro sentire i lavoratori e/o i RLS/RLST. Il 6° Comitato ha dato questa precisa indicazione perché, mentre gli eventi sentinella sono numericamente quantificabili, agli indicatori di contenuto e di contesto può essere attribuito un valore numerico in seguito a valutazioni anche di tipo qualitativo che è bene siano condivise.

Per la valutazione preliminare viene utilizzato lo strumento definito “lista di controllo”, elaborato dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) sulla base del modello “Management Standards”.

Ad ogni indicatore è associato un punteggio che concorre al punteggio complessivo dell’area. I punteggi delle tre aree vengono sommati per identificare il livello di rischio rilevato rispetto ad una “tabella di riferimento dei livelli di rischi” che individua tre possibili livelli di rischio:

  • non rilevante
  • medio
  • alto

Per le aree/indicatori che evidenziano un livello di rischio medio o alto vanno adottate adeguate azioni correttive (ad es. interventi organizzativi, tecnici, procedurali, comunicativi, formativi) riferite specificamente agli indicatori di contenuto e/o di contesto che presentano i valori di rischio più alto. Successivamente va verificata, anche attraverso un monitoraggio effettuato con le stesse “liste di controllo”, l’efficacia delle azioni correttive e se queste ultime risultano inefficaci, si passa alla valutazione approfondita.

Nella fase di analisi preliminare (oggettiva), la “lista di controllo” per la rilevazione del rischio  rispetto agli indicatori di contenuto e di contesto viene sottoposta ai seguenti soggetti:

  • Datore di lavoro (DL)
  • Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
  • Addetti del Servizio Prevenzione e Protezione (ASPP)
  • Dirigenti (infrastrutture e amministrazione/finanza/personale)
  • Medico Competente (MC)
  • Rappresentante della sicurezza dei lavoratori (RLS)

La sezione della “lista di controllo” relativa agli eventi sentinella viene elaborata (dove presente) dall’Ufficio del Personale.

La valutazione approfondita

La valutazione Approfondita relativa alla percezione soggettiva dei lavoratori del rischio da stress lavoro-correlato viene effettuata mediante lo strumento “questionario-strumento indicatore”, che è composto da 35 domande riguardanti le condizioni di lavoro ritenute potenziali cause di stress all’interno dell’azienda, che corrispondono alle sei dimensioni organizzative chiave individuate dal modello Management Standards:

  1. domanda
  2. controllo
  3. supporto
  4. relazioni
  5. ruolo
  6. cambiamento

La dimensione “supporto” è suddivisa in due sottoscale e cioè “supporto del management” e “supporto tra colleghi” (7,8). Per ciascuna delle sei dimensioni dei Management Standards vengono forniti alcuni parametri di riferimento, sottoforma di condizioni ideali/stati da conseguire, che possono essere utili al datore di lavoro per identificare le condizioni ideali a cui la propria azienda e organizzazione del lavoro dovrebbero tendere (Tabella 1).

Tab Inail.JPG

(tratto da: INAIL. Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato. Ed. 2011).

Inoltre in questa fase possono essere effettuati dei focus group con un campione di lavoratori e preposti, rappresentanti dei diversi settori operativi dell’azienda esaminata. I focus group possono essere utilizzati per esplorare in maniera più approfondita e specifica la percezione dei lavoratori rispetto ai seguenti aspetti organizzativi del lavoro:

  • circolazione delle informazioni nel proprio posto di lavoro
  • sistema di comunicazione aziendale e mezzi di comunicazione solitamente utilizzati
  • chiarezza del proprio ruolo nell’organizzazione
  • presenza di un piano di sviluppo professionale dei lavoratori
  • modalità di organizzazione del lavoro (“lavorare sodo”/“raggiungere risultati”)
  • modalità di gestione dei conflitti
  • conciliazione vita familiare e attività lavorativa
  • importanza della sicurezza sul lavoro
  • soddisfazione lavorativa
  • distribuzione dei carichi di lavoro

La fase di valutazione approfondita (soggettiva) dovrà coinvolgere il più ampio numero di lavoratori possibile per fornire un quadro più completo possibile della situazione aziendale (tutti i lavoratori nelle piccole imprese e campioni rappresentativi nei casi di imprese di grandi dimensioni).

 

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