Capire per intervenire: la Grounded Theory

La Grounded Theory (Glaser e Strauss 1967) è una metodologia di ricerca sviluppata nell’ambito del paradigma interpretativo, che pone la sua attenzione, non più alla ricerca delle cause dei fenomeni sociali – come nel paradigma positivista – ma alla comprensione e all’interpretazione del senso dell’azione per l’attore sociale[1]. Essa si basa sulla simultaneità delle fasi di raccolta e analisi dei dati, mediante campionamento teorico e codifica progressiva dei dati, secondo un metodo di comparazione continua.

Contesti e oggetti di ricerca

Secondo questa metodologia i contesti di indagine ed i soggetti su cui condurre la ricerca vengono individuati secondo un metodo di campionamento teorico, che si basa su una logic adiversa dalla rappresentatività statistica del campionamento probabilistico della ricerca quantitativa. Esso mira a garantire l’aderenza delle interpretazioni alla realtà del fenomeno oggetto di studio e si sviluppa simultaneamente alle fasi di analisi, attraverso successive estensioni del numero e delle caratteristiche dei partecipanti in base alle esigenze di chiarimento e approfondimenti che da queste emergono (Tarozzi 2008).

Nella prima fase di campionamento teorico, per consentire di cogliere il fenomeno sociale oggetto di studio nella sua complessità, vengono presi in esame i diversi contesti nei quali è possibile riscontrarlo, articolandoli in macro aree socio-culturali e geografiche.

Raccolta, gestione ed elaborazione dei dati.

I dati da analizzare possono essere raccolti attraverso diverse modalità di tipo qualitativo: l’osservazione partecipante non strutturata, di tipo etnografico (Garfinkel 1967, Bruni & Gobo 2005), le interviste in profondità (Glaser e Strauss 1967, Ricolfi 1997, Tarozzi 2008) i focus group (Corrao 2005, Zammuner 2003) e la raccolta di testi e documenti relativi al tema di ricerca (Cipriani e Bolasco 1995, Corbetta 2005).

La raccolta dei dati avviene secondo le seguenti procedure:

  • durante le osservazioni si prendono delle note di campo e una volta terminate vengono elaborati dei resoconti
  • le interviste, condotte secondo uno schema semi-strutturato, ed i focus group (8/12 partecipanti), condotti in maniera non strutturata, vengono registrati e trascritti
  • testi e documenti relativi al tema oggetto di indagine vengono raccolti attraverso un’analisi dei principali quotidiani, riviste generaliste o specialistiche e scientifiche, cartacee ed in formato elettronico (attraverso il Sistema Bibliotecario Nazionale OPAC SBN ed il motore di ricerca google), rispetto ad uno specifico periodo temporale.

I testi cosi ottenuti costituiranno il materiale di analisi.

La prima fase di campionamento prevede una mappatura dei principali processi relativi al fenomeno oggetto di studio nei diversi contesti presi in considerazione per la ricerca. In tal modo possono essere individuati in ciascun contesto specifici ambiti entro cui effettuare le osservazioni partecipanti.

Tali contesti di osservazione possono essere differenziati in base alla specifica sotto area tematica presa in considerazione per l’indagine, al grado di complessità e durata del progetto (estensione e numero dei contesti territoriali coinvolti e scala temporale a breve, medio o lungo termine) ed al livello di coinvolgimento richiesto al campione oggetto di studio.

I soggetti da coinvolgere per le interviste ed i focus group vengono individuati in base a differenti tipologie secondo diversi possibili criteri quali: età, sesso, titolo di studio, attività professionale, status socio-economico, nazionalità, orientamento politico e religioso, adesione o meno a specifiche associazioni e gruppi di volontariato, stato civile.

L’evoluzione del processo di concettualizzazione teorica viene poi registrata e tracciata attraverso apposite memo e diagrammi.

Analisi dei dati

L’analisi dei dati viene condotta, simultaneamente alla raccolta dei dati, attraverso tre fasi di codifica progressivamente più astratte. In tal modo si procede alla concettualizzazione dei dati, individuando le categorie di analisi del fenomeno (in particolare la core category, che costituisce l’elemento centrale per la spiegazione del processo psicosociale alla base del fenomeno sociale in esame) e le relazioni tra di esse, per giungere all’integrazione di tutti questi elementi in un modello teorico articolato che consenta di spiegare il fenomeno nella sua complessità.

In base alle prime due fasi di codifica si procede a successive fasi di campionamento teorico allo scopo di saturare le categorie, individuando ulteriori casi che consentano di esplorare tutte le specificità del fenomeno e colmare le lacune rispetto alle categorie identificate (Tarozzi 2008).

La prima fase di codifica che segue alla trascrizione dei dati è una codifica aperta (parola per parola, riga per riga, accadimento per accadimento) avente lo scopo di far emergere possibili piste interpretative (Tarozzi 2008) attraverso l’individuazione di unità di significato minimo e l’attribuzione di nomi alle categorie.

La seconda fase di codifica è più focalizzata, anche grazie alla seconda fase di campionamento e raccolta dati che contribuisce a specificare meglio il focus dell’indagine. In questa fase si individuano i temi salienti e le categorie interpretative.

La terza fase di codifica prevede la concettualizzazione più astratta dei dati in base all’identificazione delle relazioni tra le categorie emerse dalla codifica focalizzata, l’organizzazione gerarchica dei temi, l’individuazione della core category intorno a cui articolare il modello interpretativo completo del fenomeno.

In base alla quantità di materiali che si intende raccogliere si può procedere alla analisi dei testi con l’ausilio di strumenti informatici, come ad esempio i software per l’analisi automatica e semi-automatica dei dati qualitativi Nvivo e Atlas. Ti (Cipriani, Bolasco 1995, Giuliano 2008, Coppola 2011).

Risultati attesi ed implicazioni operative

Il principale obiettivo di questo tipo di ricerca è l’elaborazione di una teoria esplicativa del processo psicosociale alla base del fenomeno sociale oggetto di studio.

In tal modo, da un punto di vista operativo, possono essere evidenziati i fattori critici alla base di questo fenomeno, in modo da ottenere elementi utili alla definizione di strategie per poter intervenire su di esso, in un’ottica di ricerca-azione.

Valutazione della ricerca

La valutazione di una ricerca condotta secondo la metodologia della Grounded Theory si bassa sui seguenti aspetti:

  • la valutazione ex-ante, anche tenuto conto delle specificità di questa metodologia, prende in considerazione la significatività ed originalità del tema di ricerca e le sue connessioni con la letteratura sul tema.
  • la valutazione ex-post si basa sulla valutazione di alcuni aspetti della teoria elaborata come risultato della ricerca (Tarozzi 2008):
  • la significatività e profondità dei risultati, ossia la capacità della teoria elaborata di spiegare nella sua complessità il fenomeno in esame – in rapporto ai dati raccolti – evidenziando adeguatamente il processo psicosociale alla base di esso
  • la rilevanza dei risultati, ossia la capacità di questa teoria di aprire nuove prospettive di ricerca e di intervento sul fenomeno
  • l’utilità della teoria prodotta, dal punto di vista dei partecipanti alla ricerca, ossia l’applicabilità dal loro punto di vista delle interpretazioni fornite dalla teoria e le possibilità da essa offerta di operare concreti cambiamenti rispetto al fenomeno esaminato (a questo scopo i risultati della ricerca potranno essere sottoposti ad alcuni dei partecipanti coinvolti nella ricerca)

Inoltre, sempre a livello ex-post andranno esaminate l’adeguatezza delle modalità di realizzazione del campionamento teorico in rapporto al procedere delle fasi di analisi dei dati (codifica e interpretazione) e la tracciabilità del processo di sviluppo della teoria a partire dai dati, attraverso l’esame di memo e diagrammi allo scopo di valutare la modalità di elaborazione delle categorie di analisi e del percorso che da queste ha condotto alla teoria.

Riferimenti bibliografici

Bruni, A. & Gobo, G. (2005,). Qualitative Research in Italy, in Forum Qualitative Sozialforschung / Forum: Qualitative Social Research, [on-line Journal]. 6(3), Art. 41,

Cipriani R., Bolasco S. (eds) (1995). Ricerca qualitativa e computer. Milano: Franco Angeli

Coppola L. (2011). Nvivo: un programma per l’analisi qualitativa, Milano: Franco Angeli

Corbetta, P. (2005). La ricerca sociale: metodologia e tecniche – III. Le tecniche qualitative. Il Mulino, Bologna.

Corrao S. (2005). Il focus group, Milano: Franco Angeli

Garfinkel H. (1967), Che cos’è l’etnometodologia, in P.P. Giglioli e A. Dal Lago (a cura di), Etnometodologia, Bologna, Il Mulino, 1983, 55-87

Giuliano, L., la Rocca G. (2008). Analisi automatica e semi-automatica di dati testuali. Software e istruzioni per l’uso, LED Edizioni universitarie

Glaser, B. G., Strauss, A. L. (1967) The discovery of grounded theory: strategies for qualitative research. Chicago: Aldine

Ricolfi, L. (1997). La ricerca qualitativa, Roma: NI

Tarozzi M., Che cos’è la grounded theory, Carocci, 2008

Zammuner, V. L. (2003). I focus group, Bologna: Il Mulino

 

Note

[1] Si veda al riguardo la voce “Spiegazione e comprensione” di Raymond Boudon nell’Enciclopedia delle scienze socili Treccani

 

 

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