Psicologia e sviluppo della funzione scolastica

Il sistema scolastico italiano si trova attualmente confrontato con nuove esigenze di sviluppo legate soprattutto alle dimensioni organizzative e decisionali, rispetto all’introduzione di ruoli gestionali intermedi, all’integrazione organizzativa orizzontale e verticale, alla progettazione collegiale dell’offerta formativa, all’autovalutazione, allo sviluppo della qualità ed all’orientamento al cliente, al lavoro di rete con le agenzie del territorio, ai cambiamenti culturali dell’utenza ed al rinnovamento metodologico e tecnologico (Salvatore 2001)

Tali esigenze richiedono nuove competenze e strategie da parte della classe docente.

Entro il contesto più generale dello sviluppo dell’autonomia scolastica e della sempre maggiore apertura alle specifiche domande poste, a livello locale, dal contesto istituzionale, sociale e culturale scaturisce una forte esigenze di rinnovamento e potenziamento delle risorse formative; questo anche in risposta alle sempre maggiori espressioni di malessere e disagio a tutti i livelli dell’organizzazione scolastica (dalle manifestazioni di bullismo e violenza degli studenti, al burn-out dei docenti).

Da questa realtà in cambiamento, scaturisce la necessità di sviluppare nuovi modelli di definizione ed implementazione degli obiettivi formativi, attraverso lo sviluppo di nuove competenze relazionali ed organizzative da parte della funzione docente, per la gestione del rapporto con il gruppo-classe, quale potenziale committente della formazione e risorsa dell’apprendimento.

Diventa quindi cruciale che i docenti sviluppino nuovi criteri di analisi dei problemi, per collocarli entro la cornice della cultura scolastica, intesa come sistema di rappresentazioni condivise sulla scuola da parte dei suoi molteplici interlocutori (studenti, docenti, familiari, agenzie del territorio: Comune, Asl, servizi sociali, aziende, ecc.).

A tal scopo l’intervento psicologico entro i sistemi scolastici può essere indirizzato a fornire ai docenti degli strumenti di conoscenza dei modelli culturali e delle emozioni condivisi da loro e dagli studenti entro il contesto scolastico, allo scopo di migliorare la qualità della loro relazione in funzione dello sviluppo di obiettivi comuni di apprendimento, in una prospettiva di sviluppo della qualità del servizio offerto. Ed in tal senso promuovere lo sviluppo di specifiche competenze per la comprensione del senso emozionale delle dinamiche di gruppo e comunicative e dei comportamenti agiti entro il gruppo-classe, per favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza di sé e dei modelli culturali e relazionali utilizzati nel proprio intervento educativo.

L’intervento psicologico nei contesti scolastici può quindi mirare a promuovere il cambiamento della funzione scolastica, per integrarla con il contesto sociale entro cui opera, al fine di dare risposte più consone alla domanda del contesto stesso, per supportare la scuola a diventare più efficace ed efficiente nei compiti che le sono istituzionalmente affidati.

Lo sviluppo dell’autonomia scolastica può cosi essere indirizzato al miglioramento continuo della qualità dell’offerta formativa da parte dei singoli istituti scolastici; qualità intesa come capacità di rispondere, con la formazione, alla domanda di sviluppo (sviluppo economico, sociale e civile del territorio) del contesto sociale entro il quale la scuola opera, a livello locale.

Ma in questa prospettiva diventa fondamentale, per lo sviluppo della funzione scolastica, che gli studenti diventino interlocutori attivi della scuola, clienti e committenti della sua funzione di sviluppo e quindi va sostenuta la loro capacità di esprimere specifiche domande di servizio nei confronti della scuola, per superare la loro frustrante condizione di attori passivi del processo scolastico.

La classe scolastica è espressione della cultura giovanile a scuola. Essa rappresenta il contesto di rapporti entro cui gli studenti simbolizzano affettivamente la scuola stessa; processo che accompagna quotidianamente la loro esperienza scolastica. In tal senso, essa svolge un ruolo di mediatore nel rapporto tra la domanda del contesto sociale e l’offerta formativa della scuola e come tale costituisce il cliente della scuola e degli insegnanti (Carli 2001).

Le culture giovanili sono oggigiorno sempre più caratterizzate dal consumismo, dalla dipendenza dalla famiglia e da una sfiducia generale nello stato e nel sistema sociale (anche per effetto del prevalere del modello della raccomandazione e della conseguente perdita di valore della meritocrazia). Da questo anche dipende la difficoltà per i ragazzi ad integrarsi nel sistema di valori della scuola, che funziona come se l’unico modo per affermarsi nella vita fosse la competenza acquisita con l’apprendimento (Carli 2001).

L’obiettivo di questo tipo di intervento psicologico nella scuola diventa quindi quello di formare gli insegnante a comprendere le culture giovanili, per rispondere alla domanda del contesto socio-economico locale e globale, con un prodotto costruito entro il gruppo di apprendimento – la classe – quale sistema sociale entro cui i singoli studenti possono confrontarsi, comunicare, interagire e potenziare reciprocamente la propria competenza in divenire.

La relazione orizzontale costituisce occasione di motivazione alla produzione di competitività e di collaborazione, di confronto e di potenziamento dei riscontri utili all’apprendimento stesso. Il feedback che proviene dal gruppo dei pari è molto più efficace di quello valutativo che viene dall’insegnante, nella costruzione dell’apprendimento (Carli 2001).

Un intervento psicologico di questo tipo con gli insegnanti si articolerà su due livelli: uno formativo teorico e pratico ed uno di supervisione del percorso di sviluppo delle competenze dei docenti.

Il livello formativo potrà focalizzarsi sui seguenti temi:

  • Le dinamiche di gruppo del gruppo-classe
  • I modelli culturali e relazionali di docenti e studenti nel contesto scolastico
  • Il cambiamento culturale rispetto agli obiettivi formativi
  • Il coinvolgimento attivo degli studenti nel processo formativo
  • L’integrazione tra dimensione organizzativa e psicosociale del gruppo-classe
  • L’integrazione tra conoscenze sull’oggetto d’apprendimento e conoscenze del contesto relazionale-emozionale dell’apprendimento (la classe)
  • La domanda del territorio
  • La definizione e implementazione del P.O.F. in una prospettiva di sviluppo locale
  • La gestione dei rapporti tra docenti, in funzione degli obiettivi formativi comuni

Il livello di supervisione consisterà in gruppi di discussione sull’esperienza diretta dei docenti, nel corso dell’attività scolastica, rispetto alle nuove modalità di lavoro proposte con questo intervento psicologico, focalizzando l’attenzione sull’analisi dei problemi incontrati nella sperimentazione di nuove modalità di gestione del rapporto con gli studenti e l’individuazione di strategie di risoluzione degli stessi.

Un intervento di questo tipo punterà a sviluppare le competenze organizzative e relazionali degli insegnanti volte a realizzare le seguenti attività:

  • integrare le dimensioni relative all’interazione di gruppo nella gestione della classe
  • analizzare i modelli culturali e relazioni, propri e degli studenti, che regolano i reciproci rapporti, entro il contesto formativo scolastico
  • promuovere il cambiamento delle culture giovanili presenti a scuola, rispetto agli obiettivi formativi
  • attivare modalità di comunicazione idonei a coinvolgere attivamente gli studenti nel processo formativo
  • individuare e potenziare le risorse presenti entro il gruppo classe, per specifiche attività (progettare, coordinare, comunicare)
  • fare prevenzione nei confronti del disagio giovanile, a partire dal gruppo classe e dalla sua cultura
  • gestire il gruppo-classe come integrazione tra dimensione organizzativa (classe) e dimensione psicosociale della condivisione emozionale del contesto comune (gruppo).
  • Integrare le conoscenze sull’oggetto d’apprendimento, con le conoscenze del contesto relazionale-emozionale entro il quale l’apprendimento avviene, allo scopo di istituire un rapporto circolare di autoregolazione, funzionale all’apprendimento, tra gruppo classe-contesto d’apprendimento e funzione insegnante quale facilitatore del processo
  • analizzare la domanda del territorio per la definizione e l’implementazione del P.O.F., in una prospettiva di sviluppo locale
  • gestire i rapporti tra docenti, in funzione degli obiettivi dell’attività comune

 

Riferimenti bibliografici

Carli, R. (2001). Culture giovanili. Franco Angeli, Milano

Salvatore, S. (2001). La scuola come cliente. La funzione dello psicologo scolastico. I risultati del Laboratorio Pilota. Franco Angeli, Milano

 

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