Riflessioni di uno psicologo sullo sviluppo locale: il rapporto tra enti locali e cittadini

A partire dagli anni novanta, con la riforma degli enti locali (L. 142/90), si è assistito all’avvio di un lento processo di cambiamento che ha posto sempre più al centro dell’amministrazione locale i suoi interlocutori (cittadini e gruppi organizzati), seppur entro un quadro generale di ben radicata e persistente cultura amministrativa di tipo burocratica ed autoreferenziale. Questo processo ha preso forma attraverso lo sviluppo e la diffusione di alcuni orientamenti teorici e strumenti volti a migliorare i rapporti tra istituzioni locali e cittadini, rappresentati dai principi di sussidiarietà, trasparenza e accesso e da una serie di interventi operativi volti alla loro attuazione, al miglioramento dei processi di comunicazione ed alla semplificazione dei rapporti tra enti locali e cittadini.

Il principio di sussidiarietà, introdotto nell’ordinamento italiano nella seconda metà degli anni novanta ed inserito successivamente nella costituzione (modifiche al titolo V, L. 3/2001), si declina secondo una duplice modalità: una verticale, in base a cui l’attuazione delle politiche pubbliche viene demandata all’ente più vicino al cittadino ed una orizzontale, che prevede l’intervento delle istituzioni pubbliche a sostegno dei cittadini che non riescono a far fronte autonomamente alle proprie esigenze (Spalla 2012). Questa seconda forma di sussidiarietà si traduce nel coinvolgimento degli attori privati (cittadini, associazioni, società for profit e no profit) nella realizzazione delle politiche pubbliche che gli enti locali non riescono a gestire con le proprie risorse, attraverso forme di convenzioni e la promozione di aziende, istituzioni e società a capitale misto. I principi di trasparenza e accesso sono stati introdotti con la legge 241/90 di riforma del sistema amministrativo e successivamente regolamentati con le leggi 15/2005 e 80/2005 ed hanno esercitato un’influenza importante sulle politiche costitutive e regolative degli enti locali, a partire dalla loro prima applicazione nella elaborazione degli statuti comunali e provinciali, nella prima metà degli anni novanta (Spalla 2012).

Allo stesso tempo sono state messe in atto una serie di azioni dirette a promuovere il cambiamento delle culture amministrative verso forme di maggior dialogo con i cittadini e ricettività delle diverse domande sociali locali, attraverso l’introduzione di appositi strumenti volti ad aumentare la trasparenza (introduzione delle figure del responsabile del procedimento amministrativo e del difensore civico, dei limiti temporali del procedimento amministrativo e della motivazione del provvedimento amministrativo) e le forme di accesso (procedurale, documentale e generale), migliorare la comunicazione-informazione secondo forme bi-direzionali e meno burocratiche (codice e manuale di stile, ufficio per le relazioni col pubblico, sito istituzionale carta dei servizi pubblici) e la semplificazione dei rapporti tra istituzioni e cittadini (rete unitaria della pubblica amministrazione, sportello unico per le attività produttive, mandato di pagamento, carta d’identità elettronica e autocertificazione).

Rispetto alle concrete applicazioni di questi strumenti si possono evidenziare risultati differenti in termini di differente grado di effettiva efficacia, dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Ad esempio gli uffici per le relazioni con il pubblico (U.R.P.) ed i siti istituzionali sono stati tra gli strumenti più diffusi in Italia, ma spesso, entrambi si sono limitati ad essere una semplice vetrina istituzionale ed un raccoglitore di moduli e documenti, senza tradursi concretamente in strumenti di interazione reale tra cittadini ed istituzioni. In tal senso sono, questi rapporti rimasti ancorati ai modelli culturali burocratici delle amministrazioni locali, evidenziando un limite importante legato alla loro introduzione e diffusione: l’idea che questi nuovi strumenti potessero portare da soli ad un miglioramento del funzionamento amministrativo, senza tener conto adeguatamente della necessità di attivare adeguati processi di cambiamento culturale nella relazione con i cittadini-utenti, che consentissero di integrare l’uso dei nuovi strumenti entro nuove logiche ed obiettivi di sviluppo dei servizi amministrativi.

 

Riferimenti bibliografici

Spalla, F. (2012). Il governo locale in Italia. Istituzioni in trasformazione. Mc Graw Hill, Milano

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