L’analisi emozionale del testo (AET): ricerca-intervento per lo sviluppo dei sistemi di convivenza.

La metodologia AET

L’analisi emozionale del testo (AET) è una metodologia di ricerca-azione che consente di predisporre interventi di cambiamento culturale volti a promuovere lo sviluppo dei sistemi di convivenza nei contesti organizzativi e sociali, a partire dalla rilevazione delle culture locali che li caratterizzano (Carli 2001, Carli e Paniccia 2002).

Fondamenti teorici

La metodologia AET si basa su un concetto di cultura intesa come sistema di elementi materiali e immateriali prodotto dai processi simbolici mediante i quali si dà significato condiviso alla realtà, secondo codici cognitivi ed affettivi che orientano l’azione rispetto ad essa.

Questo tipo di approccio è mutuato dal modello teorico della collusione di Renzo Carli (1990, 1995, 2001), che pone a fondamento dei sistemi sociali i processi di simbolizzazione affettiva condivisa della realtà.

Secondo questo modello teorico, per collusione si intende il sistema di simbolizzazioni affettive condivise entro un contesto da parte di chi vi appartiene. Il concetto di simbolizzazione affettiva, elaborato da Freud (1900) e sviluppato da Fornari (1975) e Matte Blanco (1981), mette in evidenza il ruolo della componente emozionale-inconscia della rappresentazione della realtà, quale fattore motivante dell’agire umano.

In particolar modo secondo la rielaborazione del concetto basata sulla teoria della bi-logica di Matte Blanco (1981), la mente umana funzionerebbe secondo due logiche, una inconscia e l’altra cosciente; la prima, basata sui principi di generalizzazione e simmetria, tende all’indifferenziazione; la seconda, fondata sul principio d’identità e non contraddizione, orientata a stabilire relazioni tra i diversi aspetti della realtà mediante il pensiero (Carli, 2001; Carli e Giovagnoli, 2010). A queste due logiche corrispondono due modi differenti di rapportarsi alla realtà: una operante mediante le emozioni (Carli e Paniccia, 2002) e l’altra funzionante in base ai significati cognitivi (Carli, 2001).

Il pensiero viene in tal senso inteso come un mezzo per elaborare le emozioni evocate dalla realtà ed orientare l’azione in maniera funzionale ad essa. Il prevalere di modalità di rappresentazione della realtà esclusivamente ancorate a vissuti emotivi, trasforma l’azione in agito (o acting out), quale scarica impulsiva dell’emozionalità evocata dalla realtà, senza la mediazione del pensiero (Carli, 2001).

La teoria della collusione (Carli 1990, 1995) sottolinea la natura sociale di tali processi, tale per cui persone che partecipano ad uno stesso contesto sviluppano modalità comuni di rappresentazione della realtà, che ne orienta l’azione secondo determinati schemi.

Secondo questa prospettiva, il concetto di cultura locale esprime le modalità con cui tali processi si manifestano entro determinati contesti.

La metodologia dell’analisi emozionale del testo si basa altresì sul principio di doppia referenza del linguaggio (Fornari 1979), secondo cui ogni atto linguistico rimanda sia a una dimensione cognitiva di significato, che alle sue possibili connotazioni simbolico-affettive. In tal senso i testi e i discorsi prodotti entro un determinato contesto su uno specifico tema esprimono il modo in cui i processi di rappresentazione emozionata della realtà, legati ad esso, vengono comunicati, ossia tradotti in parole.

Modalità operative di analisi

L’analisi viene condotta su un corpus di testi prodotti da un gruppo di soggetti appartenenti al contesto in esame e scelti in funzione degli obiettivi dell’indagine, sulla base di tecniche di statistica multivariata (analisi delle corrispondenze multiple e analisi dei cluster) e l’applicazione di modelli interpretativi di tipo psicosociale, legati alla teoria della collusione.

A questo proposito Carli e Paniccia (2002) propongono tre aree di modelli interpretativi, basati sul rapporto individuo/contesto. Una prima area è costituita da modelli fondati sulla simbolizzazione del corpo nello spazio, secondo le polarità dentro-fuori, davanti-dietro e alto-basso, con riferimento alle dimensioni dell’appartenenza, dell’estraneità, dell’apparenza e di ciò che le sta dietro, e del potere. Una seconda area è basata sul rapporto con l’altro da sé secondo modalità di scambio-possesso ed è articolata nelle modalità relazionali del pretendere, controllare, provocare, obbligare, diffidare, lamentarsi e preoccuparsi. Una terza area è costituita dai modelli che orientano le relazioni sociali nei gruppi organizzati, secondo le polarità adempimento/obiettivi, organizzazione data/organizzazione costruita, funzione sostitutiva/funzione integrativa e mandato sociale/committenza.

L’analisi prevede diverse fasi di elaborazione del testo. Dopo un primo accorpamento dei testi raccolti in un corpus unico, si procede alla procedure di lemmatizzazione1, per ricondurre ogni parola del testo alla sua forma base, e disambiguazione2, per specificare il significato di parole aventi la stessa forma ma significato diverso. In tal modo vengono evidenziate le forme verbali del testo, da cui vengono poi selezionate le parole dense da sottoporre all’analisi delle corrispondenze multiple e dei cluster.

L’elaborazione statistica dei testi produce degli insiemi di parole dense definiti repertori culturali. Per parole dense si intende quelle parole capaci di evocare emozioni a prescindere dalla loro collocazione nella struttura narrativa del testo (come ad esempio “bomba”, “fuga”, “guerra”, “amore”, “vita”, “morte”, etc.).

L’analisi delle interazioni tra queste parole entro ciascun repertorio culturale consente di identificare la dinamica culturale (il processo collusivo) che lo caratterizza, in termini di significati affettivi condivisi della realtà in esame. Questo processo si basa sull’ipotesi che la produzione linguistica sia strettamente correlata ai processi di simbolizzazione affettiva condivisa della realtà e che sussista un analogo isomorfismo tra questi ultimi e la modalità di organizzazione in repertori culturali delle parole dense di uno specifico testo, evidenziabile attraverso le statistiche multivariate (Carli, Paniccia 1999).

A supporto dell’interpretazione dei repertori culturali di parole dense si ricorre inoltre all’ausilio dell’analisi etimologica di queste ultime. Le analisi statistiche possono essere effettuate mediante programmi statistici come Alceste (Carli e Paniccia 2002) o T-Lab (Lancia 2004).

Obiettivi della metodologia

Questo tipo di metodologia si basa su un approccio di tipo esploratorio, volto all’individuazione di nuove ipotesi, più che alla verifica di ipotesi già definite. I risultati prodotti da questo tipo di analisi mirano a produrre dei modelli interpretativi del fenomeno sociale oggetto di studio, secondo la logica della grounded theory (Glaser e Strauss 1967), un metodo per l’elaborazione di teorie in campo psicosociale, di tipo abduttivo3, basato su un processo iterativo di comparazione tra dati ed ipotesi interpretative, lungo un percorso progressivo di generalizzazione ed astrazione. I risultati cosi ottenuti si propongono quale spunto di riflessione e rielaborazione condivisa per tutti i possibili interlocutori di un lavoro di questo tipo, allo scopo di identificare possibili strategie di sviluppo del fenomeno in esame (Cipriani e Bolasco 1995, Trobia 2005).

BIBLIOGRAFIA

Carli, R. (1990). Il processo di collusione nelle rappresentazioni sociali, Rivista di Psicologia Clinica, 3, 282-296

Carli R. (1995). Il rapporto Individuo/Contesto. Psicologia Clinica, 1 (1), 5-20.

Carli, R. (2001). Culture giovanili. Milano: Franco Angeli

Carli, R., Paniccia, R. M. (1999). Psicologia della formazione. Bologna: Il Mulino

Carli, R., Paniccia, R. M. (2002). L’analisi emozionale del testo. Uno strumento psicologico per leggere testi e discorsi. Milano: Franco Angeli

Cipriani, R., Bolasco, S. (1995). Ricerca qualitativa e computer. Teorie, metodi e applicazioni. Milano: Franco Angeli

Fornari, F. (1975). Genitalità e cultura, Milano: Feltrinelli

Fornari, F. (1979). I fondamenti di una teoria psicoanalitica del linguaggio, Torino, Boringhieri

Freud, S. (1900), Die Traumdeutung, Franz Deuticke: leipzig und Wien, trad it. L’interpretazione dei sogni, Torino: Bollati Boringhieri, 1985

Frixione, M. (2007), Come ragioniamo, Roma: Editori Laterza

Glaser, B. Strauss, A. (1967). La scoperta della grounded theory. Strategie per la ricerca qualitativa. Roma: Armando Editori, 2009

Lancia, F. (2004). Strumenti per l’analisi dei testi Introduzione all’uso di T-LAB. Milano: Franco Angeli.

Matte Blanco, I (1981) (a cura di Bria, P.) L’inconscio come insiemi infiniti: saggio sulla bi-logica, Torino: Einaudi

Trobia, A. (2005). La ricerca sociale quali-quantitativa. Milano: Franco Angeli

1 Si veda al riguardo la guida online del Laboratorio di linguistica “Giovanni Nencioni” della Scuola Normale Superiore di Pisa (http://linguistica.sns.it/CoLFIS/Lemmatiz/Criteri%20di%20lemmatizzazione.pdf)

2 Si veda al riguardo la relativa voce su wikipedia alla pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Disambiguazione

3 Il ragionamento di tipo abduttivo è un procedimento attraverso il quale, partendo da alcuni fatti che si vogliono spiegare (premesse), si cerca di individuare una possibile ipotesi che li spieghi (conclusione). (Frixione 2007). Si vedano al riguardo le relative schede sui siti web di “pensiero critico, di wikipedia e dell’Università di Verona.

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