Lessico pandemico: didattica a distanza (DAD)

Veniamo oggi ad un altro strumento, il cui uso si è diffuso pervasivamente nel corso del lockdown globale della primavera scorsa: la didattica a distanza.

Vocabolario online Treccani:

didattica a distanza (sigla DAD) loc. s.le f. Insegnamento impartito tramite sistemi telematici. ♦ Per quanto riguarda le gite scolastiche, è stato firmato ieri sera il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (dpcm) attuativo del decreto che sospende fino al 15 marzo viaggi di istruzione, uscite e progetti di scambio e gemellaggio. Previsto il rimborso per chi ha già pagato i viaggi. Il decreto stabilisce inoltre che le assenze superiori ai 5 giorni vadano giustificate con certificato medico e dà facoltà alle scuole chiuse per l’emergenza di attivare «modalità di didattica a distanza. (A.M.B., Avvenire.it, 25 febbraio 2020, Attualità) • m) i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. (Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, art. 2, c. 1, lettera m) • In Sardegna tutti connessi per la didattica a distanza: ogni scuola ha avviato dalle scorse settimane lezioni, videochiamate e persino interrogazioni attraverso pc, tablet o smartphone. “La premessa è che siamo di fronte a un’emergenza e che qualche problema sia inevitabile – spiega all’ANSA il direttore scolastico regionale Francesco Feliziani – ma non ci è arrivata una mail di protesta da parte delle famiglie. Tutti, dirigenti e docenti, si stanno rimboccando le maniche e i risultati sono positivi”. (Stefano Ambu, Ansa.it, 23 marzo 2020, Sardegna) • È per noi inaccettabile che si continui a proporre una visione e soluzioni parziali e settoriali. Non è possibile considerare come unica soluzione quella della didattica a distanza, senza peraltro considerarne adeguatamente le ricadute sulla vita dei minori e delle loro famiglie, e senza considerare le problematiche organizzative e di gestione che questa genera. (Costanza Margiotta e altri firmatari di una lettera aperta alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, Repubblica.it, 18 aprile 2020, Cronaca Firenze) • Non si rientrerà a scuola, questo ormai l’abbiamo capito. Ufficialmente, la chiusura durerà fino al 3 maggio, ma tutti sappiamo che ci vorrà molto tempo prima di poter riprendere le attività didattiche in sicurezza. Quindi diamo per scontato che quest’anno scolastico finirà senza tornare in aula, con la didattica a distanza (DAD). (Mauro Piras, Sole 24 Ore.com, 20 aprile 2020, Istruzione).
Composto dal s. f. didattica, dalla preposizione a e dal s. f. distanza.
Già attestato nel Corriere della sera del 13 aprile 1983, Corriere romano, p. 19, nell’accezione di ‘attività di insegnamento svolta fuori delle strutture istituzionali’.

Accademia della Crusca:

didattica a distanza (DAD)

Ambito d’uso: lingua comune,

Ambito d’origine: scuola,

Rilancio

Categoria grammaticale:

loc. f. inv.

Definizione

‘Insegnamento impartito in passato attraverso corrispondenza postale, poi tramite la televisione e la radio, oggi anche soprattutto attraverso gli strumenti informatici e telefonici, per ovviare alla distanza fisica tra docente e discente’.

Etimologia

Didattica a distanza: composto dal sostantivo femminile didattica (voce dotta dal lat. mediev. didattica [ars] ‘arte dell’insegnamento’), dalla preposizione semplice a e dal sostantivo femminile distanza.

DAD: acronimo di didattica a distanza composto prendendo le prime lettere delle parole che compongono la locuzione.

Prima attestazione

Didattica a distanza: 1990
Anche all’università si è avviato, con quest’anno accademico, un programma europeo (Euro Pace) di didattica a distanza, via satellite. Gli atenei interessati sono a Roma e a Catania, il Politecnico di Milano e quello di Torino. (Enrica Maggio, Gramsci fa la pace con Sturzo all’ombra del computer, repubblica.it, 29/12/1990) 

DAD (o DaD, Dad): 2020
Ma, dal centro alla periferia, non per tutti gli studenti di Roma la Dad, la didattica a distanza anti-Covid inaugurata due settimane fa, funziona allo stesso modo. […] Certo, rimane la mancanza del contatto umano. Eppure, lo confermano i dati degli Studenti medi, per l’84% di loro l’esperienza con la Dad è positiva. (Arianna Di Cori, Valentina Lupia, La scuola, repubblica.it, 25/3/2020)

Periodo di affermazione:

2020

Repertori

Treccani Neologismi online (2020)

Diffusione al: 7 luglio 2020

Google: 3.940.000 r.
“Corriere della Sera”: 840 r. p.a. 2005
“la Repubblica”: 833 r. p.a. 29/12/1990

Note

La locuzione didattica a distanza (abbreviata con l’acronimo DAD) è un rilancio che nel 2020, in seguito alla chiusura delle scuole su tutto il territorio nazionale tra i molti provvedimenti governativi presi per arginare l’epidemia di Covid-19, si è caricato di un peso semantico nuovo e ben più consistente. Didattica a distanza esiste fin dalla metà dell’Ottocento e ha indicato, negli anni, un insegnamento a distanza declinato attraverso i mezzi di comunicazione sempre più evoluti: prima la corrispondenza postale, poi la televisione e la radio, infine i mezzi digitali informatici e telematici. Oggi didattica a distanza si riferisce all’insieme di tutte quelle pratiche messe in atto durante il periodo emergenziale che ha costretto a casa studenti e docenti: comprende sia le vecchie strategie comunicative (tranne quelle postali cartacee), sia altre più recenti e consolidate (come ad esempio il registro elettronico o l’e-book), sia nuove modalità virtuali tra cui le piattaforme atte a ricreare la cosiddetta “classe virtuale”. Si serve di tutti i dispositivi comunicativi possibili: computer, tablet e cellulari. La didattica a distanza, oltre a coinvolgere anche le lezioni pratiche come nelle scuole ad indirizzo alberghiero o di alta formazione musicale e coreutica, viene associata anche a quelle attività educative extrascolastiche, praticate spesso per diletto.

Per quanto riguarda la diffusione di didattica a distanza, a partire da fine febbraio 2020, in seguito alle prime chiusure scolastiche nelle zone più a rischio al nord Italia, la locuzione ha cominciato a essere impiegata all’interno dei testi legislativi ed istituzionali, poi all’interno di quelli giornalistici fino a entrare nella lingua di uso comune. D’altra parte le prime occorrenze dell’acronimo DAD (sciolto sempre, quale spiegazione, in didattica a distanza) risalgono a fine marzo 2020, segno questo che da una parte la locuzione ha raggiunto piena lessicalizzazione e dall’altra che l’acronimo ancora non è “indipendente” lessicalmente. Sinonimo di didattica a distanza è teledidattica e accanto a questo bisogna ricordare una serie di termini, molti dei quali usati impropriamente in maniera sinonimica: formazione a distanza, l’anglismo e-learning, e-didattica, didattica digitale, didattica online, smart learning.

Esempi d’uso

  • Cosa si intende per attività didattica a distanza.  Le attività di didattica a distanza, come ogni attività didattica, per essere tali, prevedono la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un’interazione tra docenti e alunni. Qualsiasi sia il mezzo attraverso cui la didattica si esercita, non cambiano il fine e i principi. […] Il collegamento diretto o indiretto, immediato o differito, attraverso videoconferenze, videolezioni, chat di gruppo; la trasmissione ragionata di materiali didattici, attraverso il caricamento degli stessi su piattaforme digitali e l’impiego dei registri di classe in tutte le loro funzioni di comunicazione e di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente, l’interazione su sistemi e app interattive educative propriamente digitali: tutto ciò è didattica a distanza.  (Nota del Ministero dell’Istruzione del 17/3/2020, n. 388, Emergenza sanitaria da nuovo coronavirus. Prime indicazioni operative per le attività didattiche a distanza
  • La didattica a distanza è cresciuta rapidamente: aiuta la diffusione di libri e sta uscendo dal suo spazio di surroga della lezione in classe. […] Quel lavoro dice che uno studente su tre, in questi quarantacinque giorni di lezioni a distanza, ha scaricato un nuovo ebook: sono due milioni, adesso, e raddoppiano quelli acquisiti nel corso dell’anno scolastico. Ancora, 691 mila docenti (su 900 mila) hanno seguito almeno un seminario in rete (webinar) erogato gratuitamente dagli editori scolastici, [sic] Gratuitamente, ecco. […] Le case editrici scolastiche, che rappresentano l’87 per cento del mercato librario, spiegano che ancora oggi il lavoro sui libri di carta resta il cuore della didattica a distanza. (Corrado Zunino, Coronavirus, la scuola a distanza è cresciuta: 4,4 milioni di lavori digitali scaricati, repubblica.it, sez. Scuola, 16/4/2020) 
  • Imparare a distanza il gioco degli scacchi. Il Club Vallemosso ha promosso lezioni in rete per i più giovani. […] Semplice il metodo di didattica a distanza. (Fabrizio Corbetta, Le lezioni si scacchi si fanno on line con il Club Vallemosso: “Anche le partite si giocano al computer”, lastampa.it, 28/3/2020) 
  • Vorrei chiarire che la «Dad», acronimo di Didattica a distanza è stata una soluzione di emergenza per una situazione inedita, inimmaginabile e non la si può tradurre in lezione frontale. I momenti di video-lezione, specialmente per i bambini piccoli, sono stati per tante classi un ambito di condivisione e di «vicinanza» per mantenere vivo quel filo rosso dei contatti che non vogliamo né avremmo mai voluto spezzare. La «Dad», invece, ha rappresentato l’occasione per partecipare a tutte le proposte didattiche che nel tempo i docenti hanno preparato per il loro bambini […]. (Lettera inviata da Mara Granvillana alla rubrica di Giangiacomo Schiavi, Una didattica ricca di stimoli e un nuovo alfabeto digitale, “Corriere della Sera”, 11/6/2020, p. 13)
  • Nei giorni del lockdown ha «vissuto male la DaD, le lezioni online, l’assenza di contatto con prof e compagni di classe, un “buongiorno” e un “arrivederci” virtuali non prenderanno mai il posto di un saluto vis a vis». (Laura Barbuscia, La diciottenne che recensisce i premi Strega, repubblica.it, 15/6/2020)

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