Per un modello di progettazione partecipata dello sviluppo territoriale

Il primo obiettivo dell’attivazione di un processo di progettazione partecipata dello sviluppo locale è rappresentato dalla creazione di apposite occasioni e contesti di condivisione e progettazione negoziata tra i diversi soggetti portatori di interesse (stakeholder) presenti nel territorio in cui si vuole intervenire (enti pubblici e para-pubblici, associazioni di categoria, soggetti del mondo economico-produttivo, associazioni, comitati e gruppi di cittadini, opinion leader), attraverso cui individuare obiettivi e strategie condivise per lo sviluppo territoriale sostenibile, autosostenuto e partecipato.

Il lavoro necessario a mettere in atto un processo di progettazione partecipata di questo tipo si articola in tre fasi:

  1. indagine-ascolto
  2. discussione pubblica
  3. elaborazione delle strategie condivise

 

  1. Fase di indagine-ascolto

La prima fase (di indagine-ascolto) mira a delineare le caratteristiche del contesto locale secondo un approccio bottom-up basata sulle seguenti attività:

  • mappatura dei principali attori locali (amministratori pubblici, associazioni di categoria, imprese, istituzioni scolastiche e formative, associazioni della società civile, singoli cittadini e opinion leader)
  • rilevazione delle opinioni degli attori locali rispetto ai temi oggetto dell’intervento e messa a fuoco dei diversi punti di vista presenti, per capire come questi temi vengono percepiti e vissuti dalla comunità locale
  • individuazione delle potenzialità e criticità presenti nel territorio rispetto agli obiettivi dell’intervento
  • definizione dei nodi critici cu cui focalizzare le successive attività di discussione pubblica ed elaborazione delle strategie condivise

A questo scopo si possono utilizzare due tecniche specifiche:

  • gli incontri di outreach, che consistono nell’andare ad incontrare gli attori locali nel loro contesto abituale di vita e discutere con loro sui temi oggetto dell’intervento in una maniera meno formale per favorire un loro maggior coinvolgimento
  • le interviste semi-strutturate in profondità con alcuni interlocutori privilegiati del territorio e cittadini comuni, oltre ad indagini tramite internet e la stampa locale.

 

  1. Fase di discussione pubblica

La seconda fase (di discussione pubblica) è dedicata alla creazione e gestione di contesti adeguati per il dibattito ed il confronto tra gli attori locali, attraverso l’organizzazione di workshop e tavoli tematici con i portatori di interesse individuati nella prima fase, finalizzati allo sviluppo di visioni condivise del territorio ed alla definizione di interventi prioritari, attraverso l’utilizzo di tecniche partecipative di tipo esperienziale (di mappatura affettiva dei territori per lo sviluppo dell’identità locale, di visioning per la definizione di scenari futuri e di action planning per l’individuazione degli interventi da realizzare).

I tavoli tematici sono preceduti da un incontro pubblico, per la presentazione del progetto e la condivisione del materiale informativo elaborato sui temi oggetto di intervento e vengono gestiti mediante la tecnica del focus group (tecnica diretta alla discussione approfondita di specifici temi in piccoli gruppi di 10/15 persone, mediante il coordinamento di un facilitatore).

Sempre in questa fase viene predisposta una strategia comunicativa volta ad informare l’opinione pubblica locale sulle attività svolte e gli indirizzi strategici messi a punto. A questo scopo, sulla base delle informazioni acquisite e delle analisi qualitative e quantitative elaborate nella prima fase del progetto si procede all’elaborazione di materiale informativo sul progetto ed i temi specifici oggetto di intervento da diffondere all’interno della comunità locale allo scopo di fornire ai diversi attori direttamente e/o indirettamente coinvolti nelle attività del progetto gli strumenti necessari ad una partecipazione quanto più consapevole ed attiva, oltre ad un aggiornamento costante sugli sviluppi del progetto.

 

  1. Fase di elaborazione delle strategie condivise

 La terza fase è rivolta all’elaborazione, sulla base dei nodi critici e delle azioni possibili di intervento identificati nelle prime due fasi, di un quadro strategico condiviso, di medio-lungo periodo, in base a cui indirizzare l’azione di policy degli attori locali. A questo scopo si procede tramite l’organizzazione di laboratori di progettazione partecipata, realizzabili mediante la tecnica GOPP (goal oriented planning project), che consente di sistematizzare le idee e le proposte emerse nelle precedenti fasi entro lo schema logico di una matrice progettuale orientata agli obiettivi, articolata nei seguenti aspetti:

  • obiettivi generali,
  • obiettivi specifici,
  • risultati attesi,
  • attività,
  • rischi,
  • prerequisiti.

La definizione dei temi di discussione per l’evento finale può essere effettuata mediante l’utilizzo della tecnica della SWOT analysis (uno strumento di pianificazione strategica usata per valutare i punti di forza (strenghts), di debolezza (weaknesses), le opportunità (opportunities) e le minacce (threats) di una specifica questione o progetto.

 

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