Il modello psicofisiologico integrato di Ruggieri e l’esperienza musicale

Il modello psicofisiologico integrato di Ruggieri (1987, 1988, 1997) riprende la lettura Kohutiana del “narcisismo” (Kohut, 1976) in una prospettiva psico-corporea che sottolinea l’importanza delle esperienze di coesione del corpo nei più ampi processi di costruzione dell’Io. Il “narcisismo” diventa quindi un “complesso processo di integrazione a diversi livelli funzionali di tutte le attività fisiologiche (vegetative e somatiche) e psicologiche, caratterizzate da un grado maggiore di integrazione, come i comportamenti istintivi ed emozionali. Queste ultime sarebbero caratterizzate essenzialmente da un particolare vissuto soggettivo di tipo sentimentale (in termini di piacere-dispiacere) che nasce dalla sintesi delle informazioni di ritorno (reafferenti) generate dalle modificazioni corporee (vegetative e muscolari) prodotte come risposta agli stimoli interni ed esterni. Attraverso l’attività muscolare si produrrebbe anche una “decodificazione imitativa” dello stimolo, intesa come la riproduzione in termini di tensioni muscolari appena accennate, non evidenti, delle caratteristiche della “figura-stimolo” (Ruggieri 1997).

Il piacere dell’esperienza estetica sarebbe legato quindi all’attività corporea, e consisterebbe in un “gioco di tensioni e distensioni”, prodotte in risposta ad uno stimolo, che vengono poi riproiettate su di esso (Ruggieri 1997).

Tornando al processo di integrazione narcisistica si considera il rapporto circolare di reciproca influenza con il processo di costruzione dell’immagine corporea, a livello delle rappresentazioni soggettive e l’ampia fenomenologia legata alle “esperienza posturali”. L’immagine corporea sarebbe prodotta dalla sintesi delle informazioni periferiche corporee e che, a sua volta esercita un controllo sull’attività muscolare periferica, creando delle configurazioni stabili di tensioni muscolari, espresse nelle posture caratteristiche di ogni individuo, considerate come le manifestazioni esterne, evidenti di questa complessa attività sottostante l’esperienza di integrità e stabilità dell’Io. Quindi il disturbo narcisistico, inteso come un disturbo dei processi di integrazione delle esperienze psicofisiche, potrebbe dipendere dall’azione interferente esercitata da un’emozione cronica particolarmente intensa, inibita nella sua espressione attraverso un’attività muscolare che produce livelli di tensione elevati in specifiche parti del corpo, fino alla contrattura cronica, come pure da una mancanza di esperienze psico-corporee positive come quelle dell’appoggio, legate alla esperienza individuale di stabilità/instabilità e più in generale alle “esperienze posturali”. In base all’appoggio infatti viene organizzata gran parte della tensione muscolare. Le difficoltà di appoggio provocano un aumento di tensione, mentre la possibilità di appoggiarsi consente una riduzione di tensione e la possibilità di scaricare il peso corporeo (attraverso una continua attività di tipo oscillatorio).

Attraverso l’esame della postura è quindi possibile leggere significativi aspetti del controllo delle emozioni e dello sviluppo narcisistico, in quanto questa espressione esterna sarebbe un’immagine fedele delle rappresentazioni mentali (Ruggieri, Fabrizio 1994).

L’ascolto di tipi di musiche diverse per genere, e quindi con forti differenze nelle caratteristiche della “figura-stimolo”, produrrebbe, in soggetti diversi, differenti esperienze di piacere-dispiacere in rapporto alle tensioni di base e alla capacità di gestire le diverse “riorganizzazioni” di tensioni, risultanti dagli stimoli musicali e legate alle complesse esperienze di tipo emozionale da esse generate.

In questo senso le preferenze musicali potrebbero essere interpretate come la “ricerca” di diverse “modulazioni” di tensioni in rapporto al processo del “narcisismo”, in senso psicofisiologico. L’esperienza estetica viene considerata come un’operazione in cui il soggetto si “immedesima in un mondo percettivo-immaginativo diverso da sé”, “aderisce percettivamente” ad una struttura esterna (Ruggieri 1997); nel fare questo è condizionato dal livello di maturità narcisistica, che agisce sulla differenziazione tra Io-sé e l’altro.

Allo stesso tempo le “tensioni narcisistiche sono proiettate sullo spazio esterno, e contribuiscono a determinarne la struttura. Lo spazio è legato alla dimensione temporale e questo è evidente per lo spazio sonoro; infatti la musica è un continuo divenire e i rapporti temporali degli eventi sonori generano relazioni di tipo spaziale. Le caratteristiche fisiche del suono (altezza, intensità, timbro, durata, ecc.) diventano esperienza corporea attraverso la “decodifica psicofisica” di tipo tattile, cenestesica, visiva, uditiva, ecc., e a questo proposito bisogna ricordare come, secondo Ruggieri (1997), le “scale” abbiano in musica la stessa funzione della prospettiva nelle arti visive, cioè definire le coordinate spaziali in cui si collocano gli eventi sonori e come le tonalità minori determinino un vissuto spaziale più stretto rispetto a quelle maggiori (esperienza di strettoia che in psicologia è associato all’angoscia). Lo spazio musicale viene cosi trasformato in una rappresentazione soggettiva dello spazio e quindi in esperienza spaziale, e all’interno di questo spazio la musica organizza un “movimento”.

Un altro aspetto della rappresentazione spaziale della musica è quello dei piani sonori (Ruggieri 1997). Tutta la musica occidentale è costruita secondo lo schema figura-sfondo, con una struttura di accompagnamento su cui si staglia la figura melodica come sostiene P. Tagg nella sua analisi della “popular music” (1994); questo tipo di struttura sonora su più livelli sarebbe una proiezione del corpo, della continua attività di sintesi tra livelli fisiologici differenti (Ruggieri 1997).

BIBLIOGRAFIA

KOHUT, H. (1976). Narcisismo e analisi del Sé. Boringhieri, Torino.

RUGGIERI, V. (1987). Semeiotica dei processi psicofisiologici e psicosomatici; Il Pensiero Scientifico, Roma.

RUGGIERI, V. (1988). Mente-Corpo-Malattia. Il Pensiero Scientifico, Roma.

RUGGIERI, V. (1997). L’Esperienza Estetica: Fondamenti psicofisiologici per un’educazione estetica. Armando Editore, Roma.

RUGGIERI, V., FABRIZIO, M.E. (1994). La problematica corporea nell’analisi e nel trattamento dell’anoressia mentale. Edizioni Universitarie Romane, Roma.

TAGG, P. (1994). Popular music. Da Kojak al Rave, Bologna, CLUEB.

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