Una proposta di Progetto per i servizi sociali comunali
Come spunto di riflessione condivisa sullo sviluppo di strategie innovative di organizzazione dei servizi sociali in un’ottica di sviluppo di comunità e di empowerment locale, più che di mero assistenzialismo debilitante, presento qui la sintesi di un progetto sperimentale proposto diversi anni fa ai servizi sociali di un comune della provincia di Roma.
Premessa
Dall’analisi dell’organizzazione dell’attività dei servizi sociali di tre comuni della regione Lazio condotta nell’ambito di un progetto regionale per la formazione degli assistenti sociali dei servizi sociali sono emerse due caratteristiche peculiari, rispetto alle quali le assistenti sociali intervistate hanno espresso una forte esigenza di cambiamento e miglioramento organizzativo:
- il clima generale di emergenza e fretta nel quale, l’attività delle assistenti sociali finisce spesso con esaurirsi nella ricerca di risposte – spesso estemporanee – alle urgenze poste dalle richieste dell’utenza, con un conseguente vissuto di pressione e tensione continue
- la conseguente difficoltà, in termini di tempo ed organizzazione, a dedicarsi alla progettazione e pianificazione di interventi volti alla promozione dello sviluppo e del benessere sociale, attraverso l’attivazione ed il sostegno delle risorse individuali e territoriali a livello locale.
Per avviare un processo di cambiamento migliorativo rispetto a questo scenario si propone di realizzare un progetto di sviluppo organizzativo dei servizi sociali comunali, orientato al cambiamento di queste due condizioni, nella direzione di un ruolo più attivo e valorizzante degli stessi, anche in funzione del benessere organizzativo degli operatori sociali coinvolti e del cambiamento dell’immagine sociale presso i propri clienti e utenti attuali e potenziali, in modo da intervenire sia sulla domanda che sull’offerta di servizi sociali, rispetto alle esigenze locali.
In tal senso questo progetto si pone in linea con i cambiamenti avviati negli ultimi anni, nell’ambito dello sviluppo della professione degli assistenti sociali, con l’istituzione dell’albo professionale, l’istituzione di corsi di laurea specifici, la formalizzazione degli aspetti legati alla deontologia professionale e la riflessione pubblica sul ruolo e la funzione degli assistenti sociali, che stanno orientando sempre più le politiche di sviluppo di questa professione verso lo sviluppo di funzioni di tipo organizzative e di gestione dei processi di sviluppo sociale, in un’ottica di conoscenza della domanda territoriale e di valorizzazione e sviluppo delle risorse individuali e strutturali a livello locale.
Allo stesso tempo, l’intervento proposto con questo progetto va nella direzione dei cambiamenti auspicati dalla legge quadro sui servizi sociali, n. 328 del 2000, che sottolineava due aspetti importanti: da una parte la necessità di un passaggio da una cultura dell’assistenzialismo ad una cultura dell’attivazione e sviluppo delle risorse individuali e territoriali e di responsabilizzazione, autonomia e auto-propositività degli utenti; dall’altra la necessità di migliorare e formalizzare un’attività di studio e conoscenza dei bisogni sociali e dei fattori di rischio sociale, in modo da orientare la progettazione di interventi mirati.
Obiettivi
Sulla base di queste premesse si individuano i seguenti obiettivi:
- attivare e supportare un processo di cambiamento organizzativo dei servizi sociali comunali per favorire il passaggio dalla gestione dell’emergenza alla pianificazione dello sviluppo sociale
- fornire strumenti e competenze orientati a questo scopo, attraverso interventi di formazione e consulenza sulle competenze organizzative e relazionali, la gestione del cambiamento organizzativo e la comunicazione
- valorizzare e sviluppare le risorse e le competenze degli assistenti sociali per l’analisi dei bisogni sociali e la progettazione di interventi mirati, attraverso attività di supervisione e di consulenza
- promuovere il benessere lavorativo degli operatori dei servizi sociali e prevenire fenomeni di burn-out
- Attivare un processo virtuoso di miglioramento della qualità dei servizi erogati all’utenza
Modalità di realizzazione
Per il raggiungimento di tali obiettivi si propone un intervento volto all’implementazione di un progetto di sviluppo sociale territoriale, articolato nelle seguenti fasi:
- Analisi dei bisogni sociali territoriali, volta all’individuazione degli obiettivi di sviluppo sociale a livello locale, a partire dai resoconti degli assistenti sociali e di altri stakeholder locali chiave, con l’integrazione delle analisi di tipo statistico e socioeconomico provenienti da altre fonti, a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale e la messa a punto di strumenti di rilevazione dei bisogni locali (come questionari o focus group con stakeholder territoriali)
- Individuazione di obiettivi di sviluppo sociale locale
- Formazione e consulenza individuale e di gruppo sulle competenze organizzative e relazionali, la gestione del tempo, la gestione del cambiamento e la comunicazione
- Progettazione e implementazione di interventi mirati di sviluppo sociale ancorati ai bisogni individuati
- Definizione di nuove strategie per la gestione degli impegni e del rapporto con l’utenza
- Definizione di strategie di comunicazioni con il territorio, per favorire la visibilità dei cambiamenti avviati ed il cambiamento delle modalità di rapporto con l’utenza egli altri stakeholder locali (in termini di domanda e offerta di servizi sociali)
- Supervisione dell’attività svolta, per la verifica dei risultati e la promozione del benessere organizzativo e la prevenzione del burn-out degli operatori sociali coinvolti
- Valutazione dei risultati